Croazia dal satellite
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Breve descrizione

La CROAZIA (Hrvatska),
già Repubblica della ex Federazione Jugoslava, ha proclamato la propria indipendenza nel 1991. La sua superficie è di circa 55.000 Kmq e confina a Nord con la Slovenia e l'Ungheria, a Est con la Serbia, a S/E con la Bosnia-Erzegovina ed a Sud, per un brevissimo tratto, con il Montenegro. Tutta la sua parte occidentale, invece, è bagnata dal Mare Adriatico.
In base a stime recenti, la sua popolazione è approssimativamente di 5.000.000 abitanti. Per la maggior parte sono Croati (75%); il resto sono Serbi (18%) ed una piccola minoranza di Ungheresi, Bosniaci, Sloveni ed Italiani (1%).
La lingua ufficiale è il croato e l'alfabeto è quello latino. La religione maggiormente praticata è quella cattolica. La capitale è Zagabria (Zagreb) con circa 700.000 abitanti.
Altre città importanti sono: Spalato (Split), Fiume (Rijeka), Osijek, Zara (Zadar), Pola (Pula) e Ragusa (Dubrovnik).
Il clima: nell'entroterra prevale il caldo-umido e nelle zone montane il rigido e nevoso. Il litorale invece è prettamente mediterraneo, con estati calde e secche ed inverni miti e umidi.

L'economia croata, nell'ambito della ex federazione, era per lungo tempo buona, ma negli anni novanta ha un inarrestabile declino. Come se non bastase, durante il conflitto interno (anno 1991) molte industrie sono danneggiate ed alla fine del 1992 l'inflazione tocca il 500%. La disoccupazione aumenta ed anche il turismo, così importante per l'economia croata, subisce una drastica diminuizione. Nel 1994 la Croazia cambia il "Dinaro croato" (ereditato da quello federale) con una nuova moneta chiamata KUNA. Dopo qualche anno la Croazia si muove politicamente sempre più verso l'Europa e mostra ben presto dei piccoli segni di ripresa.
La Croazia è suddivisa amministrativamente in 20 contee, 2 distretti (sotto il controllo serbo) ed è retta da un Presidente della Repubblica che, eletto a suffragio universale diretto, resta in carica cinque anni.

Un po' di storia

A partire dal VIII secolo a.C. la regione adriatica dell'attuale Croazia fu colonizzata da genti greche. Sono di origine greca, ad esempio, le città di Stari Grad (Cittavecchia) sull'isola di Lesina e la città di Trogir (Traù). Gli abitanti di questa regione, definiti "Illiri", restarono sul territorio fino all'arrivo dei romani (229 a.C.). Nel 285 d.C. l'imperatore Diocleziano fece costruire a Spalato il proprio palazzo-fortezza dando inizio all'impero romano d'Oriente che crollò nel V secolo. All'inizio del VII secolo alcune tribù slave migrarono in Croazia arrivando dalla regione che corrisponde attualmente alla Polonia e si stanziarono in quelle che un tempo erano state le province romane della Dalmazia e della Pannonia.
All'inizio del IX secolo, in seguito alla vittoria di Carlo Magno sugli Avari, la Pannonia entrò a far parte dell'impero dei Franchi mentre la Dalmazia rimase nell'orbita di Bisanzio.
Il primo stato croato si formò nel 925, quando il re Tomislav riuscì ad unire la Croazia Pannonica (settentrionale) e quella dalmata (costiera) in una sola entità.
Dal XII secolo le sorti della Croazia pannonica furono legate in maniera indissolubile a quelle ungheresi fino al crollo dell'impero austro-ungarico nel 1918. Le fu concessa l'autonomia per quanto riguardava la politica interna, ma sempre sotto il controllo di un "bano" o "viceré". Nel XIX secolo iniziò un movimento nazionalista che propugnava l'unificazione di tutti gli slavi del sud. La politica ungherese, fortemente accentratrice, non fece che aumentare ulteriormente il sentimento di solidarietà tra i Serbi ed i Croati, gli slavi del sud (jugo-slavi). Allo scoppio della prima guerra mondiale, infatti, i due popoli combatterono assieme proprio per raggiungere tale obiettivo. Nel 1918, alla fine del conflitto, la Croazia proclamò la propria indipendenza e si unì spontaneamente al regno serbo. I Croati, gli Sloveni ed i Serbi formarono così il nuovo regno, chiamato Jugoslavia, sotto il re serbo Alessandro I.
Ma l'idilio non durò a lungo. La politica accentratrice di Belgrado fece sì che estremisti croati, fautori della separazione dalla Serbia, assassinarono nel 1934 il monarca Alessandro I. Cinque anni più tardi la Croazia ottenne un'ampia autonomia, ma nei primi anni quaranta essa si trasformò in uno stato filo-fascista. Avvennero purghe ed uccisioni in nome della purezza etnica.
Finalmente questo feroce regime cessò di esistere nel 1944 quando i partigiani di Josip Broz TITO riunirono le diverse nazioni balcaniche e venne proclamata la Repubblica Socialista Jugoslava.
Nel 1947, in base ad un trattato di pace con l'Italia, anche l'Istria, per lungo tempo italiana, passa sotto il territorio croato.

CROAZIA IN IMMAGINI: due interessanti opuscoli a colori messi a disposizione dall'Ente Turistico Croato. Sono scaricabili gratuitamente dal sito tz-croazia. Si aprono in Acrobat Reader; uno è di 7,2 Mb e l'altro di 20,4 Mb.
Prima di fare il download, ecco un "estratto" del primo (2,5 Mb) e del secondo (7,1 Mb).
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